Lettera Under 15

di Giulia Pinese

Ormelle, 19 aprile 2014

Cara Amanda,

ho passato tutta la scorsa notte a cercarti, occhi pieni di lacrime, piangevo perché volevo che il

dolore scivolasse via, cosi, come quell'istante in cui mi hanno detto che te ne eri andata; ero

infreddolita, camminavo per il viale urlando il tuo nome a squarciagola, sentivo il vento gelido della

paura che si abbatteva contro la mia confusione, facendomi chinare a terra. Vedevo in cielo le stelle

della speranza confondersi con la luce della sirena dell'automobile della polizia che ti riportava a

casa. L'abbraccio di mia madre, il calore della vita, ha fatto scivolare via il buio del timore, della

confusione, mi ha chiuso gli occhi e mi ha disegnato il tuo volto, volto di ogni adolescente che si

china, vinto, davanti al mostro dell'adolescenza. Penso che tu sia scapf'ata di casa perché hai paura

della vita, di diventare grande, dell'adolescenza, dei litigi con i tuoi genitori, degli insulti dei tuoi

coetanei contro di te e il tuo povero fratellino Andrea, che gli avvoltoi, 'avvoltoi perché ti divorano

l'anima, definiscono "strano", "malformato", "incapace", "handicappato", ma che in realtà non è

nulla di tutto questo. Se fuggi di casa, se ti allontani da Andrea, non puoi più ricevere la luce dei

suoi occhi, che è vita, che è speranza, che è una boa che ti salva nel fiume impetuoso della vita,

dell'adolescenza. Se fuggi di casa perdi l'amore dei tuoi genitori. A quattordici anni hai dei segreti,

domande a cui cerchi di rispondere, ma la risposta non la troverai mai, è l'adolescenza che te la

nasconde, ti fa giocare a nascondino, anche se sei stanca della vita, ti fa sembrare strana e ritornare

bambina, fragile. Ti odi sempre, in qualsiasi momento, qualsiasi cosa del tuo aspetto è orribile e

così odi anche le altre persone perché non capiscono mai niente di te, oppure vorresti essere come

loro. Hai un migliaio di paure che nascondi per non farti vedere fragile, vorresti tirare fuori i tuoi

mille caratteri, ma rimani sempre la stessa, conservi tutto il tuo dolore per affidarlo a qualcun altro.

Affida il tuo dolore, dubbi, paure, incomprensioni ai tuoi genitori, so che li accoglieranno, li

trasformeranno in nutrimento per farti crescere forte, al tuo interno si dissolveranno diventando

amore, solo dentro di te c'è la risposta alla parola "vita". In questo periodo mi chiedo spesso se io,

se noi lasceremo qualcosa in questo mondo e ho capito che voglio lasciare amore, amore che manca

nelle persone per accettare le diversità del piccolo Andrea. E' un fiume la vita, un fiume che

incontra ostacoli, che si tuffa nel vuoto del timore, nel buio della morte, si riunisce al suolo

dell'amore, la terra che abbraccia il figlio caduto, braccia che si riaprono alla vista del mare,

l'infinito assoluto, specchio di luce e vita. Le persone sono solo persone. Ma tu sei diversa, tu sei

l'anima della dolcezza e dell'amicizia, sei amore puro che accetta le diversità. Tu non sei sola, noi

non siamo sole, siamo accarezzate dai raggi della speranza, luce che riflette l'amore della vita, che

rende ogni cosa bella, perché diversa. Amanda, ama perché il mondo è bello, nonostante tutto.

Da una tua amica che crede nella vita.